Il 27 gennaio 1945 i soldati sovietici dell'Armata Rossa varcarono l'ingresso del campo di concentramento di Auschwitz, liberando i superstiti e portando alla luce gli orrori del genocidio nazista.
Il 27 gennaio 2025, 80 anni dopo, capi di Stato e di governo di tutto il mondo si ritrovano fuori da quei cancelli affinché gli orrori del nazi-fascismo non vengano dimenticati e per far sì che non cali l'attenzione quando riaffiorano pulsioni negazioniste e crescono partiti e movimenti che si ispirano apertamente a idee politiche che si speravano seppellite dalla vergogna della Shoah.
Per l'Italia è presente il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che torna nel luogo dell'orrore a meno di due anni da una visita dell'aprile del 2023, quando prese parte alla 'Marcia dei vivi', evento annuale che vede sfilare migliaia di giovani tra Auschwitz e Birkenau.
Dozzine le delegazioni attese, fra cui quelle guidate da re Carlo del Regno Unito, i reali di Danimarca, dei Paesi bassi, di Spagna e di Svezia, i presidenti Emmanuel Macron per la Francia, Frank Walter Steinmeier per la Germania, Alexander Van der Bellen per l'Austria, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola.
Grande e senza pause è da sempre l'attenzione del presidente Mattarella alla necessità di mantenere vivo il ricordo dell'orrore e di saperlo trasmettere alle nuove generazioni, soprattutto oggi che i testimoni diretti dello sterminio rimangono in pochi.
Un'attenzione confermata anche dal fatto che Mattarella ha voluto essere presente alla cerimonia, tanto da spostare a martedì 28 gennaio la tradizionale cerimonia che si svolge ogni anno al Quirinale per il Giorno della memoria.