Un minuto di raccoglimento in ricordo delle vittime dei femminicidi degli ultimi giorni ha aperto il convegno 'Il lavoro delle donne: diritti negati, gap economico, limiti di carriera. Il racconto corretto della disuguaglianza', organizzato da Associazione Stampa Romana e dalla Cpo dell'Assostampa e svoltosi giovedì 3 aprile 2024 nella sede della Fnsi.
Dopo i saluti iniziali della segretaria generale della Federazione nazionale della Stampa italiana, Alessandra Costante, la presidente della Cpo di Stampa Romana Vanna Palumbo ha evidenziato nella sua introduzione che «la condizione delle donne rimane arretrata. Persino nella nostra professione questa situazione porta dei disagi e delle ricadute di salute fisiche e psicologiche».
Il segretario di Stampa Romana, Stefano Ferrante, ha rilevato che «le donne sono meno pagate, hanno meno opportunità di lavoro e sono soggette a logiche che non tengono conto della maternità, dei problemi dei figli».
Roberto Ghiselli, presidente del Comitato di Indirizzo e Vigilanza dell'Inps, ha illustrato i dati del rapporto 'Rendiconto di Genere 2024'. «Con la nascita del primo figlio - ha osservato, fra l'altro - per le donne cambia completamente lo scenario nel mondo del lavoro, con una riduzione di reddito e rallentamento della carriera. Per gli uomini avviene il contrario. E questo gap rimane per tutta la carriera lavorativa. I giornalisti assunti con un contratto a tempo indeterminato sono 15.656, di cui 9.054 uomini. La retribuzione media è di 62.661 euro per gli uomini, 54.016 per le donne».
Il tema della salute mentale è stato al centro dell’intervento di Isabella Corradini (psicologa sociale e del lavoro, direttrice del Centro Ricerche Themis), mentre il senatore Antonio Guidi ha definito il tema del convegno «'l'argomento' per eccellenza, perché riguarda la pace, la qualità di vita, il declino demografico, la vita stessa».
A Valentina Conte, giornalista di Repubblica, sono state affidate le conclusioni: «Il giornalismo non è un posto per donne. Il giornalismo è mascolinizzato, nei grandi giornali non c'è mai stata una donna alla direzione. La donna è costretta a scegliere tra la vita e questa professione. Ma non dobbiamo arrenderci». (anc)