Intelligenza artificiale e tutela del giornalismo, qualcosa si muove. Anche fuori dall'Europa. È del 19 marzo 2025 la notizia della firma a Cartagena, in Colombia, della Dichiarazione in difesa del giornalismo libero, documento nel quale si riafferma «l'importanza dell'informazione professionale e responsabile in un contesto globale di trasformazioni culturali, sociali ed economiche».
Siglata durante i lavori dell'ottavo Congresso dei redattori di Europa, America Latina e Caraibi, al quale hanno partecipato giornalisti di oltre 20 organi di stampa di diversi Paesi, la Dichiarazione ribadisce, fra l'altro, la necessità di «tutelare il diritto all'informazione, pilastro fondamentale della democrazia, della libertà e della convivenza pacifica».
Il documento evidenzia inoltre le preoccupazioni per la sicurezza dei giornalisti, stigmatizza ogni forma di censura e di pressioni economiche sull'indipendenza dei media, chiede misure concrete per proteggere i reporter e di riconoscere il valore del giornalismo in una società globalizzata.
Grande attenzione viene riservata all'intelligenza artificiale, alla sua regolamentazione all'impatto sul giornalismo e al modo in cui la nuova tecnologia sta cambiando la professione, tra rischi e opportunità.
I firmatari propongono nella Dichiarazione rigide normative sull'uso di tecnologie come i deepfake e gli algoritmi di raccomandazione e l'adozione di misure per proteggere i contenuti digitali, ad esempio impedendone l'impiego per l'addestramento delle IA generative per le prime 48 ore dopo la pubblicazione.
«Inoltre - si legge nel testo - i fornitori di IA devono essere responsabili dell'uso dei contenuti prodotti dai giornalisti e riconoscere ai titolari dei diritti un'equa remunerazione». E si propone di rivedere le norme sull'utilizzo dei contenuti a fini di data mining garantendo meccanismi di opt-out, come di tutelare il pluralismo informativo dalle ingerenze della politica e dei potentati economici e tecnologici.
«In un mondo caratterizzato da profondi cambiamenti, i giornalisti riuniti a Cartagena riaffermano il loro impegno per la verità, l'etica e il rafforzamento della libertà dei media», conclude la Dichiarazione.
PER APPROFONDIRE
Il testo integrale (in spagnolo) della Dichiarazione è pubblicato sul sito web dell'associazione EditoRed, che dal 2008 promuove il Congresso degli Editori d'Europa, America Latina e Caraibi (qui il link diretto).