L'assemblea unitaria dei redattori e dei poligrafici della Nuova Sardegna prende atto con grande preoccupazione della volontà del Gruppo Espresso di proseguire nell'attività di deconsolidamento, legato alla fusione tra il Gruppo e Itedi, e in particolare nell'operazione di vendita o affitto della Nuova Sardegna, volontà ribadita nell'incontro di mercoledì 21 settembre a Roma tra i vertici dello stesso Gruppo, il Cdr, i rappresentanti della Rsu dei poligrafici e della Fnsi.
«Pur ribadendo – spiegano in un nota Cdr e Rsu – la loro totale contrarietà a tale operazione, i giornalisti e i poligrafici danno atto all'azienda di avere accolto la richiesta di apertura di un tavolo di confronto, tavolo al quale le suddette rappresentanze intendono continuare a sedere recitandovi un ruolo da protagonisti».
Inoltre per i redattori e i poligrafici del giornale «la priorità – prosegue il documento – è rimanere nel perimetro del Gruppo Espresso, che da oltre 30 anni ha garantito e garantisce a questa redazione indipendenza e solidità economica: nel confermare lo stato di agitazione e il pacchetto di 12 giorni di sciopero deciso a suo tempo, l'assemblea metterà in campo tutte le azioni necessarie per garantire l'indipendenza della testata, il suo radicamento nel territorio, la sua "specialità", il rispetto dei corretti rapporti sindacali e delle prospettive industriali». E, naturalmente, anche tutte le garanzie per i lavoratori impegnati al suo interno.
«Da oltre 120 anni – concludono i lavoratori – la Nuova Sardegna è una voce autorevole, indipendente e libera e tale deve rimanere, qualsiasi sia il suo futuro assetto. Questo l'assemblea si impegna a garantire ai nostri veri e unici referenti: i nostri lettori».